Una selezione di libri che parlano (anche) di bicicletta. Scelti per voi.

PICCOLO TRATTATO DI CICLOSOFIA
Didier Tronchet

Perché andare in bicicletta non è solo uno dei possibili modi per spostarsi da un luogo all'altro, uno svago o una fatica che ci imponiamo per tenerci in forma.

Andare in bicicletta è una vera e propria filosofia di vita: la visione del mondo che si ha dal sellino è profondamente diversa da quella che hanno gli automobilisti, intrappolati nell'abitacolo con la visuale limitata dai bordi del parabrezza, ed è totalmente diversa anche dalla visione del mondo dei pedoni, a cui manca la percezione in velocità. Ed è così che la bicicletta diventa simbolo di libertà, di distacco dalla frenesia del mondo contemporaneo, "una forma di ribellione tranquilla, un modo di essere, un modo di stare un po' in disparte e di prendersi il proprio tempo".

LA FILOSOFIA MORALE DELLA BICICLETTA OVVERO COME SOPRAVVIVERE (E DIVENTARE SAGGI) PEDALANDO IN CITTÀ
Sabina Morandi

Una presa di coscienza e di adattamento etico a una situazione, in particolare quella romana, di sopravvivenza dell'autrice rispetto al traffico cittadino, descrive i tipi di ciclista, con la speranza che qualcuno tra gli automobilisti meno irriducibili segua il suo esempio.
Un vero e proprio manuale a uso di attuali o potenziali ciclisti urbani, con tanto di minuziosa descrizione tecnica della bicicletta, consigli sull'individuazione dei percorsi cittadini e un elenco, nella parte finale, delle varie associazioni, in tutta Italia, a cui il ciclista può fare riferimento.

MINIMA PEDALIA
Emilio Rigatti

La scelta della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano diventa anche in questo caso una filosofia di vita, presentata in modo semiserio da un insegnante friulano che ha deciso di "disintossicarsi" dall'automobile?

LA FILOSOFIA VA IN BICICLETTA. SOCRATE, PANTANI E ALTRE FUGHE
Walter Bernardi

A differenza di altri tipi di attività fisica e di sport, in bicicletta l’attenzione è tutta concentrata sui muscoli e il corpo sembra appropriarsi completamente della persona, nel ciclismo e nell’uso quotidiano della bicicletta – specialmente se lo si può fare in tutta sicurezza – si ha tutto il tempo per stare con se stessi e con la natura. Ecco perché pedalando si fa filosofia, in bici si viaggia a testa alta, lo sguardo è proiettato in avanti e ci si può permettere di riflettere a ruota libera; le gambe girano da sole, senza bisogno di applicazione, e l’immaginazione può scorrazzare liberamente perché anche le idee pedalano.

CIÒ CHE CONTA È LA BICICLETTA
Robert Penn

Senza dubbio il più popolare mezzo di trasporto nella storia, la bicicletta è una delle più grandi invenzioni dell'umanità. Robert Penn ci va da quando ha memoria, ci ha anche fatto il giro del mondo. Tuttavia, nessuna delle innumerevoli due ruote che ha posseduto è riuscita a incarnare fino in fondo questa sua autentica devozione. E il momento di farsi fare una nuova bicicletta, un gioiellino costruito su misura in grado di riflettere appieno lo stato di grazia in cui si trova mentre pedala, quello di "un comune mortale in contatto con gli dèi". "Ciò che conta è la bicicletta" è viaggio nella progettazione e nella costruzione della bici dei sogni. Da Stoke-on-Trent, dove un artigiano gli cuce addosso un telaio fatto a mano, alla California, patria delle mountain bike, dove nel retro di un anonimo negozio Robert assiste alla nascita delle ruote, passando per Portland, Milano e Conventry, culla della bicicletta moderna, è il racconto di una storia d'amore. E già che c'è, pezzo dopo pezzo, Penn coglie l'occasione di esplorare la cultura, la scienza e la storia della bicicletta, per narrare come abbia cambiato il corso della storia dell'uomo: dall'invenzione del "cavallo della gente comune" al suo ruolo nell'emancipazione della donna, fino al fascino immortale di Giro d'Italia e Tour de France. Ecco perché pedaliamo. Ecco perché questa macchina così semplice rimane al centro della nostra vita oggi.

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA BICICLETTA
Claude Marthaler

Il mondo della bicicletta è fatto di esploratori, sognatori, lavoratori, non soltanto di sportivi e "fissati" preoccupati solo di lucidare il mezzo, di migliorare le proprie prestazioni. Claude Marthaler, ciclonauta svizzero che ha al suo attivo un giro del mondo e tanti viaggi ed esperienze a pedali, racconta la storia di personaggi che ha incontrato durante il suo viaggio di 7 anni a due ruote, alle prese con l'insostenibile leggerezza della bicicletta.

LO ZEN E L'ARTE DI ANDARE IN BICICLETTA. LA VITA E ALTRE FORATURE DI UN NOMADE A PEDALI
Claude Marthaler

Dopo il giro del mondo in bicicletta in 7 anni, dopo aver scalato tutte le più alte vette dell'universo in sella al suo fedele "yak", dopo aver conosciuto un patchwork inebriante di persone, dopo avventure, sofferenze, estasi in cammino, Claude Marthaler svela la sua anima a pedali, racconta l'arte di andare in bicicletta, descrive il mondo visto dal sellino. La sua è poesia quotidiana, filosofia, linguaggio dei sogni e dei desideri. E il racconto di chi vive la bici come una parte di se stesso, un prolungamento del proprio corpo. Marthaler spiega cosa significa viaggiare a pedali, ma anche semplicemente pedalare senza una destinazione, con la mente vuota, lasciandosi riempire dalle immagini e dalle sensazioni. Descrive la grande ruota del mondo, e cosa si vede attraverso i suoi raggi. E la sua vita e altre forature.

BIKE SNOB. MANIFESTO PER UN NUOVO ORDINE UNIVERSALE DELLA BICICLETTA
Eben Weiss - Snob NYC Bike

È un'icona pop, un oggetto d'amore assoluto per milioni di appassionati e una fonte di speranza per tutti gli ambientalisti. Ma la bicicletta non si ferma qui: è sulla buona strada per diventare il mezzo di trasporto metropolitano per eccellenza, un equivalente del cavallo per i cowboy. In questo libro, il famosissimo blogger americano BikeSnobNYC riassume il suo credo di amante della due ruote e propone - con l'ausilio di numerose illustrazioni - un manuale accessibile e dettagliato su tutto ciò che occorre sapere per diventare degli autentici ciclisti: la storia della bici, la classificazione della nutrita schiera dei suoi bizzarri praticanti, le regole per sopravvivere nella giungla d'asfalto e i consigli per la manutenzione basilare. In più, c'è una sezione con delle utili norme di bon ton per non-ciclisti.

Il bello della bicicletta dell'etnologo Marc Augé,

PEDALO DUNQUE SONO. PENSIERI E FILOSOFIA A DUE RUOTE
A cura di Lorenzo Parolin

Un gruppo di ciclisti-filosofi, atleti del pensiero che amano muoversi a colpi di pedale, riflette intorno alla bicicletta, in forma di brevi saggi divulgativi e senza dimenticare il sorriso. Nei loro testi la bicicletta diventa non solo un mezzo per leggere le piccole cose della nostra quotidianità, ma anche per leggersi divenendo ora strumento di ascesi, ora di rivoluzione, ora di recupero di un tempo lento e naturale che le scadenze imposte da una società sempre più frenetica non consentono di gustare appieno.

Pedalando si può arrivare a sciogliere i problemi che ci assillano e a guardarli dall'esterno, riuscendo così a relativizzarli e a risolverli meglio. Pedalando si può arrivare a isolarsi dal mondo riuscendo ad ascoltare solo il battito del proprio cuore, ad assaporare la strada, il vento, la fatica. A essere strada, manubrio, vento, vita.

La “bicicletta” protagonista del libro è un mezzo allo stesso tempo tecnologico ed ecologico, quotidiano eppure avveniristico che si fa ritmo, linguaggio, musica rivelando un mondo che ha i colori della passione e l'intensità che solo un entusiasmo sempre giovanile sa garantire.

ELOGIO DELLA BICICLETTA
Illich Ivan

Una appassionante e convincente apologia della bicicletta: della sua bellezza e saggezza, della sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia e al soffocante inquinamento. Illich nota acutamente che la bicicletta e il veicolo a motore sono stati inventati dalla stessa generazione.

Ma sono i simboli di due opposti modi di usare il progresso moderno. La bicicletta permette a ognuno di controllare la propria energia metabolica (il trasporto di ogni grammo del proprio corpo su un chilometro percorso in dieci minuti costa all’uomo 0,75 calorie). Il veicolo a motore entra invece in concorrenza con tale energia. «La bicicletta allarga il raggio d’azione personale dell’uomo, senza limitarne il movimento. Quando non è possibile andare in bici la si spinge a mano. Il ciclista, beneficiario di una comodità senza classi, può addirittura trasportare qualcun altro sulla canna o sul portabagagli».